Storyboard III, 3

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Se ne va lasciando il marito solo, si addormenta placidamente e sogna di essere una Furia in mezzo alle compagne. Non può avere rimorsi.

Appunti di lavoro

Le didascalie sono soggette a perfezionamenti. I disegni, facile visionarlo, sono solo prime bozze, da dettagliare e inchiostrare; per ora questo è il possibile, comunica il disegnatore.

Scaletta degli elementi da affrontare nella critica, ancora in fase di studio:

A. Formato pellicola 16/9. Rettangolo con base minore orizzontale; inversione rispetto all’orientamento del formato abituale da cinema. Significato: indicatore dell’elemento di una diegesi della trascendenza-degenerazione, nella verticalità, una possibile ascesa-discesa della scala evolutiva – e spirituale – dell’uomo; per mezzo del controllo dell’uomo stesso della propria evoluzione biologica (cerebrale in particolare). [Proporzioni dei disegni non esattamente rispettate nello storyboard, indicative].
B. Cortometraggio solo disponibile in dvd. Perfetta integrazione dell’arte figurativa con quella cinematografica: ogni qual volta si presenta un fotogramma designato artistico dal regista, si ferma il tempo della narrazione e si apre un quadro di interattività con lo spettatore. L’immagine è immobile e può essere osservata a piacimento, come un qualsiasi quadro o fotografia artistica in esposizione. Con il telecomando è possibile sbloccare la pausa automatica e continuare la visione normale del film. Il tempo filmico è soggettivo e potenzialmente infinito. Decide lo spettatore, necessariamente, per imposizione, consapevole del valore artistico di certe immagini, la durata della visione.
C. Tecnica stilistica del decentramento: utilizzata ogni qual volta viene inquadrata la figura del figlio, la testa non appare mai nel campo dell’inquadratura; il corpo ne risulta “mozzato” del capo. Significato: spersonalizzazione del figlio, privato di identità e di individualità = umanità. Questi è un oggetto della scena, materico in-animato; il regista antepone la visione della madre e della diegesi nello specifico: il figlio equiparato a carne senz’anima, bestiame da macello, come poi si realizzerà..
D. La madre sempre inquadrata dal basso verso l’alto (contre-plogée). Significato: sia l’elemento della trascendenza evolutiva-degenerativa dai “semplici umani”, sia incremento dell’effetto spettacolare, con il viso reso imponente e sovrastante gli altri personaggi. Il resto dei protagonisti – ma solo dopo la nascita della madre – ripresi dall’alto verso il basso (plogée). Significati speculari.
E. Sonoro: dalla nascita della donna, ronzio di base, leggero ma costante. Con la stereofonia, solo altoparlante sinistro. Con l’attivazione del gene, ambedue gli altoparlanti riproducono il ronzio. Il suono viene ravvisato dalle persone intradiegetiche, che si domandano da dove provenga. Esiste sempre quando sono in presenza della donna. Ella non lo sente. Significato: è come etere, istinto sempre presente e mai palpabile, percepito, perché differenziato, da ciascuno, tranne che dalla donna, che non può recepire l’anomalo – per i normali – in se stessa. Per lei, istintivamente guidata, come ogni altro essere umano, quel che intende dal profondo è perfettamente naturale, normale. Gli altri invece rilevano lo “scarto” tra i due livelli di individualità. Il regista simbolizza questa dissonanza sia istintiva sia quintessenziale dei protagonisti con l’elemento sonoro del ronzio. Sorta di “anti-soggettiva sonora discriminante” [tentativo di denominazione…].
F. Per far fronte all’incompatibilità della prospettiva delle scene dove vi sono la madre con il figlio, che deve sempre essere decentrato e ripreso dall’alto, il regista si serve della cosiddetta lente fisheye, che distorce e adatta l’inquadratura [esempio nella fig. 2.2 dello storyboard].
G. Nella scena della “rivelazione” [fig. 3.2] il marito è decentrato con fuori campo parte del volto, e in particolare gli occhi; in basso, lo sguardo della testa del figlio guarda l’obiettivo. Significato: il padre viene privato della sua umanità, egli è al pari del figlio distrutto spiritualmente, questa volta psicologicamente a causa dello shock. Il volto del figlio può ottenere d’essere inquadrato [così come nella fig. 2.4] solo nella sua reale appartenenza: quella di oggetto di carne e sangue, inumano.
H. Funzione anaempatica (contrastante) delle musiche nella scena del “sogno delle Eumenidi”.

Sto riflettendo su altre soluzioni tecniche-stilistiche da aggiungere.

Per il momento questo è quanto. Sono gradite correzioni, ridimensionamenti, indicazioni, disillusioni.
I disegni li ho digitalizzati con la mia fotocamera. Se qualcuno ha uno scanner la qualità ne sarà avvantaggiata.
Manca la tavola 2.2, stiamo ancora studiando come renderla fattibile in adattamento a contesto filmico.

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~ di efialte su Aprile 25, 2007.

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